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Prima del trekking ecco come controllare il "nostro fedele cavallo" - Chiacchierata n. 2

Oggi continuiamo ad ispezionare il nostro cavallo per controllare che tutto sia a posto al momento della partenza.
Per quanto riguarda le zone del costato, addome e groppa è sufficiente passare la mano su queste parti ed osservare che non siano presenti ferite, ponfi di grosse dimensioni (probabilmente punture di insetti nella stagione calda) ed eventualmente gonfiori (edemi) sottoventrali, della borsa del pene oppure della zona delle mammelle. Se fossero presenti,  le cause possono essere punture di insetti stagionali o stasi circolatoria. Quest’ultima, a sua volta, può essere creata da insufficienza del circolo venoso o sovraccarico proteico che a volte può coinvolgere tutti gli arti posteriori in assenza di un lavoro corretto o continuativo. Il ritorno venoso rallentato è principalmente un fattore di ordine circolatorio, mentre l’ eventuale carico proteico è causato da un errore alimentare collegato a un lavoro scorretto del cavallo.
Il vostro veterinario di fiducia può distinguere le diagnosi con una visita di controllo ed eventualmente con le analisi dal sangue. Più facile da capire se trovate dei gonfiori anomali nella zona del sottopancia. La causa può essere la compressione elevata da eccessiva chiusura o al contrario lo strusciamento della fascia sulla cute e tessuti annessi per mancanza di una adeguata chiusura. E’ opportuno distinguere la presenza di lesioni per definire con il veterinario la cura adatta.
Ora finalmente possiamo passare al controllo dell’ apparato locomotore in senso proprio:  gli arti del nostro cavallo.
 Il tempo da dedicare ogni volta all’esame degli arti deve essere opportuno ed il controllo fatto con attenzione perché possono presentare diversi punti critici da accertare con calma e precisione. Partiamo dai posteriori con l’azione di passaggio della mano sulla groppa, coscia e glutei. Se tutto è normale senza alterazioni, calore o gonfiore andiamo a tastare l’ interno coscia soffermandoci un po’ di più sulla zona della grassella (ginocchio). Quest’ultima è un’articolazione molto grande che comprende femore, tibia e patella (rotula) e non deve presentare dolore alla palpazione ne gonfiori anomali e calore. Scendendo arriviamo al garretto, articolazione complessa ed importante per la spinta del treno posteriore. Anche questa deve essere fredda, asciutta e senza edemi circostanti.
L’ esame dello stinco è fondamentale per evidenziare eventuali problemi su tendini e legamenti. Negli arti posteriori la patologia di queste strutture sono più rare ma devono comunque essere controllate e presentarsi indolori alla pressione un po’ forte delle dita, senza gonfiori né calore. Anche le cosiddette  “schinelle”( alterazioni ossee) sono reperibili sullo stinco ed in base a posizione, dimensione e dolorabilità devono essere valutate con il vostro veterinario.  Il nodello e il pastorale possono essere controllati insieme; importanti sono le eventuali dilatazioni delle guaine laterali dei tendini, le cosiddette “mollette”, nella zona posteriore laterale e mediale del nodello. Le mollette sono da valutare con il vostro veterinario perché possono essere semplici allargamenti da sforzo delle strutture molli anatomiche della zona, ma anche premonitrici di zoppie se sono di origine articolare, quindi potrebbero diventare un problema clinico.
La zona del pastorale è importante per valutare eventuali gonfiori, eventuali “formelle ossee” o calore che possa partire dallo zoccolo ed inoltre esaminare la parte posteriore dello stesso con la presenza del tendine retro- pastorale non dolente ne’ gonfio.
Gli zoccoli li valuteremo in profondità tutti insieme con quelli anteriori.
Infine, una flessione completa degli arti posteriori prendendo in mano zoccolo e nodello cosi da piegare tutte le articolazioni della gamba, è buona norma per valutare presenza di dolore articolare, muscolare o tendineo-legamentoso.
Per iniziare il check up degli arti anteriori è bene palpare il piatto della spalla partendo dal garrese  ed arrivare alla punta della stessa con l’articolazione scapolo- omerale. Non si devono rilevare alterazioni delle fasce muscolari e del movimento. La muscolatura deve essere tonica e non presentare tumefazioni dolorose che possono essere stiramenti o strappi. Scendendo verso  il basso passiamo attraverso  l’avambraccio e arriviamo al carpo cosiddetto falso ginocchio, articolazione importante e complessa formata da numerose ossa e diversi legamenti di contenimento fondamentali per la corretta azione articolare. Sotto al carpo inizia lo stinco con i tendini estensori sulla parte anteriore e i flessori su quella posteriore (esattamente come negli arti posteriori). Proprio questi tendini superficiali, profondi e il legamento sospensore del nodello sono facilmente palpabili e rappresentano un gruppo anatomico di fondamentale importanza per il cavallo. Insieme però possono presentare diverse problematiche cliniche in percentuale maggiore proprio sugli arti anteriori per il tipo di lavoro eseguito. Tendiniti e teniti sono le più comuni patologie, insieme all’infiammazione delle guaine tendinee, che possono presentarsi in questa zona anatomica con gonfiore, calore e dolorabilità al tatto. Quindi controllare attentamente i tendini prima di ogni lavoro è utile anche flettendo la gamba per palparli non in carico, cioè senza appoggio sul terreno.
“No foot – no horse” da questa affermazione del mondo anglosassone partiamo come concetto per controllare gli zoccoli del cavallo al momento della partenza per ogni trekking. Dopo aver pulito bene la suola e la zona della forchetta controlliamo che i talloni e i glomi non siano dolenti o tumefatti e non siano presenti segni anomali sulla parete cornea fino al cercine coronario. Cambia la valutazione se il cavallo è ferrato oppure no. Nel primo caso la posizione del ferro sulla suola deve essere corretta in asse e non  devono esserci chiodi mobili o addirittura assenti. La presenza di setole (rotture verticali o orizzontali dello zoccolo) devono essere ben valutate per vedere se partono dalla corona o dal fondo dello zoccolo verso il ferro. Anche nel caso si formino delle linee longitudinali sulla parete a partire dalla corona (anche su più zoccoli) bisogna parlarne con veterinario e maniscalco.
L’appiombo (asse delle falangi con il terreno) deve essere controllato insieme alla crescita dell’unghia per determinare il tempo corretto della ferratura.
Nel caso di cavalli sferrati il consumo della parete avviene continuamente con il contatto diretto dell’unghia sul terreno, perciò l’appiombo deve mantenersi corretto, ma il controllo dell’usura ed eventuali zone di rottura  della parete  devono essere valutate con il maniscalco o “pareggiatore”. Infine con gli zoccoli in mano non si deve sentire calore eccessivo in corona o sulla parete ed è buona norma con un piccolo martello saggiare lo zoccolo e la suola per non avere dolore con sottrazione dell’arto. In questo caso occorre controllare meglio con il veterinario per escludere o diagnosticare ematomi o sobbattiture all’interno del piede del cavallo.

Ora, se tutto ok siamo pronti per partire, non prima però di aver fatto trottare il nostro cavallo su una linea dritta ed eventualmente anche in cerchio su terreno sai duro che morbido per controllare che il cavallo non zoppichi e presenti una battuta sul terreno piena e regolare.

Dr. Marco Buri

Dott. Marco Buri

cell. +39 337 21 77 64, e-mail: marcoburi.vet@virgilio.it

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